Chi siamo

Maurizio e Serena.

Siamo marito e moglie, e fotografiamo matrimoni insieme: non un fotografo affiancato da una seconda fotografa, ma due persone che guardano la stessa giornata da due punti diversi.

Perché in due

Due sguardi, una storia sola.

In un matrimonio succede sempre più di quello che un solo obiettivo può seguire. Mentre uno di noi resta accanto a voi, l'altro raccoglie quello che accade intorno: una reazione, uno sguardo tra due persone, un momento che altrimenti si perderebbe. Non è una questione di quantità — è profondità di racconto. E forse aiuta anche il fatto che, essendo noi stessi una coppia, riconosciamo con naturalezza certi silenzi e certi sguardi che tra due persone contano più delle parole.

Le due persone

Da dove arriviamo.

Maurizio fotografa da anni fuori dal matrimonio: motorsport e gare GT, concerti dal vivo, un lavoro personale di fotografia di strada in bianco e nero. Sono contesti in cui il secondo tentativo non esiste — la luce cambia, la macchina è già passata, l'assolo è finito. Fuori dalla fotografia lavora in aziende internazionali: giornate intere in inglese con persone di paesi diversi, e il mestiere quotidiano di gestire quello che non va come previsto — un ritardo, un imprevisto, qualcuno da rassicurare. Non è esperienza di matrimoni: è l'abitudine a entrare in una stanza nuova, capire in fretta chi c'è e trovarsi a proprio agio. Il giorno di un matrimonio serve esattamente quello.

Serena arriva da una formazione scientifica e da un lavoro in cui la precisione non è un vezzo ma una responsabilità: si verifica, si documenta, non si dà per buono niente che non sia stato guardato davvero. Chi lavora così sviluppa un occhio per i dettagli e per le cose fuori posto — ed è lo stesso occhio che porta dentro una giornata di matrimonio, dove spesso è lei a vedere per prima una reazione che sta per succedere dall'altra parte della sala.

Il nostro sguardo

Non vi dirigiamo. Vi osserviamo.

Il nostro approccio è reportage: osserviamo quello che accade invece di costruirlo. Restiamo abbastanza vicini da non perdere un momento, abbastanza discreti da non interromperlo. Non vi chiediamo di ripetere qualcosa di già successo, né di guardare verso un punto preciso.

L'eccezione sono i ritratti, e li decidiamo insieme a voi: quanti, in che momento, quanto tempo togliere alla festa. C'è chi ne vuole mezz'ora e chi preferisce cinque minuti e tornare dai propri ospiti. Nessuna delle due è la risposta giusta — l'importante è che sia una vostra scelta e non una tappa fissa del programma.

Dove siamo, oggi

Nel matrimonio partiamo adesso. Nella fotografia, no.

Il matrimonio di Sergio e Zofia è il nostro primo servizio completo come fotografi di matrimonio, e non abbiamo nessuna intenzione di nasconderlo. Ma la fotografia non arriva oggi: per Maurizio comincia alle elementari ed è passata dalla pellicola — la vecchia Nikon FM è ancora in casa — per poi diventare anni di lavoro dietro l'obiettivo in altri ambiti.

Quello che è cambiato di recente non è l'interesse: è lo spazio. Oggi possiamo dedicare a una giornata il tempo e l'attenzione che richiede, ed è la ragione per cui abbiamo scelto di farlo sul serio. Chi ci sceglie adesso non sta comprando un nome: sta scegliendo due persone che hanno tutto l'interesse a fare un lavoro migliore di quello che il numero di matrimoni alle loro spalle lascerebbe immaginare.

Il resto del nostro lavoro fotografico

Come lavoriamo

Ascoltiamo prima di fotografare.

Ogni matrimonio ha un ritmo diverso, e cerchiamo di capirlo prima ancora di arrivare: cosa conta davvero per voi, chi sono le persone che volete vedere raccontate, cosa preferite che resti in secondo piano. Durante la giornata restiamo presenti ma non invadenti. E la selezione finale — le fotografie che vedete, l'editing, il racconto che ne esce — la curiamo sempre noi due, personalmente, senza deleghe.

Una cosa la diciamo dall'inizio, e poi lasciamo decidere a voi: una fotografia vive davvero quando è stampata. Del matrimonio di Sergio e Zofia abbiamo consegnato seicento fotografie, e dopo averle guardate gli sposi hanno voluto anche l'album. Ci sembra l'ordine giusto — prima si guarda, poi si sceglie.

Contatti

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